Cultura, la più grande azienda emiliano-romagnola: una realtà fatta di 330 imprese che danno lavoro a più di 10mila persone.
(La pagina de L’Informazione di Bologna del 21.02.2011)
Nessun Commento »
“Il presidente Errani ha perfettamente ragione a definire inaccettabile il provvedimento del Governo sulla sanità, riguardante 70 milioni di euro che devono anche servire come finanziamento per gli enti lirici”. Così l’assessore alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, Massimo Mezzetti, in seguito alle dichiarazioni del presidente Vasco Errani sui fondi che torneranno allo Stato per anche poi finanziare la cultura.
“Non si può introdurre una logica di contrapposizione, di guerra tra necessità – aggiunge Mezzetti -: il Governo fa il gioco delle tre carte impoverendo il settore della cultura e stornando risorse dalla sanità, favorendo tra l’altro amministrazioni considerate amiche come Verona e Milano, dunque neppure con un criterio omogeneo e plurale”.
“Ciò che noi continuiamo a chiedere – conclude l’assessore – è che il Governo trovi risorse aggiuntive, non sottraendole al sociale o alla sanità, oppure introduca misure alternative per evitare che il settore venga messo in ginocchio, come quella della deducibilità fiscale per i contributi privati, che noi chiediamo da tempo”.
Nessun Commento »
Bologna – “E’ un passo importante quello che è stato compiuto oggi dalla Commissione Cultura della Conferenza delle Regioni: ora al più presto un incontro con il ministro Tremonti, per cercare di rimediare agli squilibri della Finanziaria mai corretti dal decreto Milleproroghe”. Così si è espresso l’assessore alla Cultura dell’Emilia-Romagna, Massimo Mezzetti, che ha partecipato questa mattina in videoconferenza alla riunione tra gli assessori alla cultura delle Regioni italiane, riuniti a Roma per dare un giudizio sul decreto Milleproroghe e il mancato reintegro del Fondo unico per lo spettacolo. Leggi il resto di questo articolo »
Nessun Commento »
Immediate rassicurazioni e impegni per un reintegro dei tagli operati sul Fondo unico per lo spettacolo. E ancora sensibilizzazione dell’opinione pubblica verso un settore che rischia di trovare nei prossimi anni “una soluzione finale”, proroghe per tax-credit e tax-shelter nei confronti del cinema, modifiche delle norme della Finanziaria che impongono limiti alle spese degli Enti locali per la cultura, defiscalizzazione e “federalismo” della spesa.
Sono le più significative proposte scaturite dall’incontro svoltosi oggi nella sede della Regione Emilia-Romagna a Bologna, convocato dall’assessore alla Cultura Massimo Mezzetti a seguito dell’adozione del cosiddetto “Decreto Milleproroghe”, che non ha previsto il reintegro del Fus per l’anno 2011 e degli esiti del “tavolo del Capranichetta” del 29 dicembre scorso che ha coinvolto organizzazioni e associazioni culturali. Un invito per trovare strategie ed iniziative comuni per reagire alle difficili prospettive del settore, cui ha risposto con entusiasmo il mondo della cultura e dello spettacolo emiliano-romagnolo. Leggi il resto di questo articolo »
Nessun Commento »
“Ritengo scandaloso il trattamento che il Governo sta riservando al mondo dello spettacolo e della cultura, dopo mesi di promesse e rassicurazioni sulla sorte del Fus. Oggi ci si rende conto che l’unico risultato che si raggiunge è quello di mettere in ginocchio un intero settore, cuore e intelligenza del Paese, fonte di reddito e occupazione per l’economia nazionale e per tanti addetti ai lavori, famiglie, imprese molto spesso costituite da giovani”. Così l’assessore regionale alla Cultura, Massimo Mezzetti, ha commentato le recenti misure correlate all’adozione del cosiddetto Milleproroghe.
“Sono solidale col mondo della nostra cultura – ha aggiunto l’assessore -, che in questo momento subisce un’umiliazione, una mortificazione ingiusta e grave, perdipiù accompagnata da affermazioni sulla presunta inutilità di un settore di cui invece il nostro Paese dovrebbe essere orgoglioso. Si dimostra inoltre ancora una volta l’assoluta debolezza del ministro Bondi nell’ambito di questa compagine governativa, in cui viene costantemente non supportato dal ministro dell’Economia nelle decisioni che egli afferma di voler assumere”.
“E’ mia volontà incontrare nei prossimi giorni rappresentanti del mondo dello spettacolo regionale, dalla prosa alla musica fino a danza e cinema, per valutare in che modo il sistema emiliano-romagnolo possa trovare opzioni, strategie, interventi necessari per reagire a una condizione che disegna un futuro senza certezze”.
Nessun Commento »
Mezzetti: “Chi ha dubbi sul piano per via Cartoleria lo dica. Non si può svendere l’argenteria di casa, o fare le equazioni: due posti all’asilo nido sono meglio di una stagione al Duse. Ci si può chiedere cosa serve a Bologna?”
di PAOLA NALDI
“Sono esterrefatto all’idea che ancora una volta il progetto di salvezza per il Duse in dirittura d’arrivo si sia arenato. Non vorrei che il problema non fosse solo economico. Ma se vogliamo che la stagione parta almeno a gennaio dobbiamo avere risposte chiare entro una settimana. Se vi sono dubbi sulla strategia, sarebbe meglio fossero detti esplicitamente”. È a dire poco stupito, certamente preoccupato, l’assessore Massimo Mezzetti alle dichiarazioni della commissario Cancellieri che rimettono in discussione la sorte del palcoscenico di via Cartoleria. Primo tasdussello della cultura bolognese ad essere messo in ginocchio dalla crisi finanziaria che ora sembra non risparmiare altre istituzioni. “Di fronte ad una situazione di emergenza la Regione ha fatto la sua parte – incalza Mezzetti -; per il Duse le cifre uscite dal tavolo di lavoro erano già chiare a luglio, mi sembra strano che le cose siano cambiate così repentinamente”.
Ma da tempo l’assessore lavora per cercare una via di uscita che salvi la cultura, mettendo sul tavolo diverse azioni di “federalismo dal basso” (una proposta di legge per la deduzione fiscale sui contributi alla cultura, l’abolizione della norma che limita le spese ordinarie nel Patto di stabilità al 20%). Ultima, ieri, una provocatoria “tassa di scopo per la cultura”, come quella proposta per realizzare il metrò. Ma lo sguardo di Mezzetti abbraccia una politica che non sia solo una prova da ragionieri. “Se, come forse nel caso del Duse, il problema non è unicamente finanziario, bisogna che le amministrazioni dicano che cosa significa la cultura: basta con le equazioni che affermano che sono meglio due posti in più all’asilo nido piuttosto che una stagione teatrale. Perché un teatro, come un museo, è un investimento che produce economia, occupazione, reddito, lavoro. Non si può vendere l’argenteria di casa, bensì prendere questa crisi come occasione per rilanciare nuove progettualità e ripensare al sistema come una rete”.
Programmi e strategie, come più volte annunciato, dovrebbero nascere da un tavolo di lavoro che coordini forze pubbliche e private. “Ci si può chiedere cosa serve a Bologna? – si interroga infine l’assessore – Io credo che oggi il Duse, come il Mambo, siano punti di eccellenza che non possono venir meno. Ci vuole però una strategia per rilanciarli; strategia che deve venire dalla politica e la mancanza di questa a Bologna, pur apprezzando il lavoro svolto dalla Cancellieri, sta mostrando tutti i suoi limiti negativi”.
Nessun Commento »